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mercoledì 14 maggio 2014

Eurovision song contest 2014: questioni di "pelo"

Si è recentemente svolta la cinquantottesima edizione dell' Eurovision Song Contest;
uno dei programmi televisivi più longevi, sul modello del Festival di Sanremo.
I concorrenti, cantanti gareggiano tra loro per aggiudicarsi infine il premio.


L' ultima edizione si è svolta a Copenhagen ed il vincitore è stato l'Austriaco Thomas Neuwirth, in arte, Conchita Wurst. http://it.wikipedia.org/wiki/Conchita_Wurst
Il cantante si è aggiudicato infine la vittoria con la canzone "Rise like a Phoenix"

Personalmente non sono un tipo che segue molto i vari concorsi musicali, eppure ho saputo della vittoria di Conchita semplicemente perchè me l'hanno sbattuta in faccia su tv, internet, radio, giornali;
eppure non ho ancora letto una critica, più o meno costruttiva, che riguardasse la sua canzone in termini musicali. Quello che finora ho letto e leggo tuttora riguarda solamente il suo aspetto.

Tutti sappiamo che cosa è una "Drag Queen" basti pensare a Platinette, alias Maurizio Coruzzi.
Un uomo che per esigenze di spettacolo si traveste da donna.
L'abbiamo avuto per anni in tv e avessi mai sentito una polemica (quantomeno non moltissime) sul suo modo di vivere.
Tornando a Conchita/Tom, durante la manifestazione dell'Eurovision si è presentato si, nei panni di una donna, ma una donna barbuta. Mettendo così in evidenza il suo stato d'ambiguità.

Dopo la vittoria ho solamente sentito e letto numerose polemiche al riguardo, sia a sfondo politico che strettamente legate all'aspetto, la sua barba.

Ammetto che oggi la musica, non può solamente limitarsi al livello "sonoro" ma deve anche essere accompagnata da un aspetto visivo, in modo da spettacolarizzare la performance canora.
Eppure preferisco prima basarmi solo sull'aspetto strettamente musicale, poi infine vedere come si comporta l'artista sul palco.

Ciò che mi ha infastidito non sono state le polemiche a tema politico, seppur molto offensive, non si fanno mai attendere in nessuna occasione; ma quelle derivate da altri cantanti, musicisti.

Fra tutte le polemiche di Emma Marrone, la quale ha affermato che Conchita ha vinto solo grazie alla sua barba.
Provabilmente Emma non ricorda o non conta il fatto che tra Conchita e lei ci sono 20 posti di classifica di differenza e non dovuti necessariamente alla quantità di pelo sul corpo.
Inoltre una cantante che si fa scrivere le canzoni da un gruppetto di gente che pesca le parole dal sacchetto dello scarabeo a mio parere non dovrebbe neanche gareggiare in nessun concorso canoro.

Sono stato troppo cattivo? forse si e vi spiego il perchè.
Radio, tv, giornali hanno il potere (quarto) di indirizzare la massa su qualsiasi prodotto vogliano.
Facendo un esempio; se vi proponessero tre buste con tre premi diversi, ma in verità le buste sono sei e vi hanno nascosto le altre tre, preferireste scegliere i premi tra tutte e sei le buste o solamente tra le tre possibilità che vi hanno proposto?
Così funziona l'immenso mondo della musica (e non solo) pur di guadagnare i media nascondono, occultano la gran parte delle possibilità di scelta che abbiamo e non sempre quello che ci vorrebbero appioppare è di qualità.




lunedì 10 marzo 2014

La grande bellezza, la Roma che non c'è più.

immagine presa da romafaschifo.com

 A scanso di equivoci, voglio subito precisare che questa non è affatto una recensione sul film di Sorrentino "La grande bellezza". Eppure la pellicola in questione mostra una Roma molto diversa da quella reale, una città dove la mondanità che ricorda la dolce vita ormai è solo un riferimento felliniano.

La dolce vita è stato un periodo, soprattutto a Roma, tra gli anni '50 e '60 che grazie al boom economico ha portato la popolazione a divertirsi, frequentarsi nei locali più famosi della città.


Si pensa che il periodo iniziò esattamente il 5 Novembre del 1958, nel ristorante "il Rugantino" dove l' attrice e ballerina Aiché Nanà, (scomparsa di recente) in occasione del venticinquesimo compleanno di una contessina, improvvisò uno spogliarello. Le foto poi vennero pubblicate sull'Espresso suscitando un grande scandalo.






Una volta, passeggiando di sera a Roma, nelle vie del centro, nei locali, potevi incontrare decine di persone che si divertivano, parlavano e sfilze di attori che erano la solo per mostrarsi alla popolazione (ed anche ai produttori, registi ecc..)
I paparazzi non attendevano altro che arrivasse la sera per fare foto e beccare il Vip di turno con la sua nuova compagna; ciò naturalmente faceva pubblicità al famoso, al paparazzo e in moltissime occasioni anche alle compagne o compagni occasionali.
Il fulcro della Dolce vita era via Veneto, resa famosa proprio da Fellini.
Nei caffè di quella via si facevano affari, si ingaggiavano attori e produttori, musicisti e tutto questo poteva essere vissuto dalle normali persone che frequentavano quei posti.

Ma torniamo al presente, a quella Roma mostrata nel film La grande bellezza.
Possiamo dire che la società mostrata sia reale? Oppure rispecchia solamente una città ancora immersa nel suo passato dolcevitoso?
Se una volta potevi andare a via Veneto ed incontrare dei personaggi famosi, oggi, frequentando quei luoghi cosa vediamo? nulla, poche persone che passeggiano, consumano e poi tornano ad passeggiare senza una meta e tutto questo accadeva ancora prima della crisi economica.
I romani, i cittadini, conoscono una città molto diversa da quella che appare nel film, come spesso accade,
ma se tale film vince un premio d'importanza mondiale proprio perché mostra una Roma che in realtà non esiste, possiamo allora dire che abbiamo un problema.
Conosciamo tutti la realtà in cui versa Roma, una città che non viene più rispettata neanche dai suoi abitanti;
lasciamo cumuli di spazzatura ad ogni angolo delle strade, automobili parcheggiate in posti ed in modi impensabili da non permettere il passaggio di pedoni o mezzi pubblici; i quali sono soggetti ad atti vandalici ed appestati di graffiti e scritte fuori e dentro. (non dico che non si devono fare i graffiti, o street-art, ma perché proprio sui mezzi pubblici, specialmente quando vengono oscurati i vetri)
Monumenti circondati da venditori abusivi e rivenditori di merce rubata. I campi nomadi (e non solo) che bruciano cumuli di spazzatura ed inquinano intere aree, inoltre ci si mette anche lo stesso comune di Roma che a causa della sua totale incuria non pone rimedio alle strade ormai divenute famose per le loro buche profonde come crateri, pulizia delle vie e delle stazioni pressoché inesistente.
Infine mettiamoci anche il comportamento delle forze dell' ordine, ormai indifferenti a molti atteggiamenti scorretti di cittadini e turisti; posso capire che un turista, occupato a passeggiare per la città sia meno propenso a dar retta ai cartelli che indicano dei divieti, eppure né a loro né ai cittadini vine detto o fatto nulla.
Ad esempio, la scalinata di Trinità dei monti a piazza di Spagna, come in molte aree monumentali della capitale, è assolutamente vietato bivaccare e mangiare; questo non è un divieto che esiste solo dal 2012, ma esiste da molto più tempo. Eppure non ho mai visto qualche vigile far multe per questo (se non in casi estremamente rari) 
Provate a comportarvi così anche in altre capitali europee e noterete di sicuro un alleggerimento delle vostre finanze in breve tempo.
Ma perché accade tutto questo?  Amalia Signorelli, intellettuale ed antropologa culturale, ha dichiarato che "Roma in questi anni non è mai stata così sporca, brutta e sciatta, perché i romani non si sentono più romani, non ce ne importa nulla della nostra città perché non è più nostra".
Non si cominci a dire che è colpa degli stranieri, immigrati che ormai sono da molto nella nostra città, altre metropoli hanno avuto gli stessi eventi ciononostante si sono adattati meglio di noi.
E' dunque la nostra incapacità di adattarci ai nuovi eventi che ci ha fatti diventare così indifferenti, bisogna tener conto che in natura l'incapacità di adattarsi porta solamente ad una cosa, l'estinzione.
Di certo so che ci sono ancora romani che amano la loro città e vorrebbero vederla in uno stato migliore di quello attuale, eppure sembra proprio che siano una minoranza e vorrei che Roma ed i romani comincino a fare quel poco che serve per rendere vivibile la loro città, piccoli gesti quotidiani, di rispetto verso le altre persone, le loro proprietà e la città stessa.